Cosa misurare e con quali strumenti

Chiarito il “perché” fare i test analizziamo ora “cosa” misurare, e con “…quali strumenti”.

 

Marco Compri, tecnico allenatore della Federazione Ciclistica Italiana e responsabile dei progetti di training by Bikevo, ci guida nel mondo del corretto training ciclistico.

La valutazione di un ciclista  dovrebbe  prevedere una serie di misure  per determinare almeno:

  1. massa corporea; consente di relativizzare i dati di potenza estrapolati dal test  al peso del soggetto (w/kg) così da rendere possibile il confronto  con altri ciclisti.
  2. composizione corporea; consente di monitorare  durante la stagione la qualità della massa  corporea anche in relazione alle variazioni ponderali.
  3. valori significativi e facilmente reperibili, quindi senza dover ricorrere a costose misurazioni di laboratorio quali il consumo di ossigeno, che considerino tutti i diversi aspetti bioenergetici. I protocolli dei test, che verranno successivamente presentati, sono stati scelti, oltre alla semplicità di effettuazione, perché permettono di analizzare tutti i meccanismi energetici  ovvero:
    • meccanismo anaerobico alattacido (test potenza - frequenza di pedalata);
    • meccanismo anaerobico lattacido (test wingate 30”);
    • meccanismo aerobico (test incrementale).

Dalle prove  proposte si ricaveranno la massima  potenza del soggetto indagato e, quindi, indirettamente le espressioni massime di forza a diverse rpm, la potenza   media sul Wingate di 30 secondi che definisce anche la potenza lattacida, la potenza di picco  che è il dato di potenza massima raggiunta in un test incrementale e quindi la potenza che dovrebbe corrispondere al VO2max e che ,secondo alcuni studi (Capelli et al. 1977), ha un tempo limite che si aggira attorno ad un valore di 6 minuti con una deviazione standard di 1 minuto. Ed, infine, la potenza di soglia anaerobica, corrispondente a circa l’81% della massima potenza espressa nel test incrementale condotto all’ esaurimento. Rappresenta  la potenza alla quale è stata individuata la “zona” di soglia anaerobica; a tale intensità l’esercizio può essere mantenuto per 30’.

Mettendo poi in relazione le potenze estrapolate dalle tre prove, è possibile ottenere, anche in modo empirico, il Critical Power (cioè  la massima quantità di lavoro sostenibile attraverso l’energia derivante dal meccanismo aerobico, Morton 1996), al termine di una semplice valutazione funzionale senza dover procedere a delle prove ad esaurimento (Bragato, 2008).

Gli strumenti specifici per valutare i meccanismi energetici di un ciclista sono i cicloergometri, se i test sono effettuati indoor, o i misuratori di potenza posti sul mezzo meccanico per i test outdoor.                                                                       

Senza addentrarci in particolari che meriterebbero una trattazione a se stante, una conoscenza delle aziende che operano nel mercato, nonché una conoscenza tecnica dei criteri costruttivi e di funzionamento è opportuno sottolineare che chiunque si appresti ad utilizzare un ergometro, in qualità di soggetto valutante o  valutato, si dovrebbe informare sulle caratteristiche dello strumento e sulla qualità delle misure effettuate.

In particolare varrebbe la pena considerare  precisione, accuratezza, protocolli che si possono/intendono utilizzare e possibilità o impossibilità di usare durante il test il mezzo del soggetto valutato. Invece per i misuratori di potenza installati sulla bicicletta, oltre alle caratteristiche di precisione, accuratezza, va considerata, in via prioritaria, la semplicità nel trasferire il misuratore da un mezzo all’altro, aspetto determinante se deve essere testato un gruppo di soggetti in ambiente esterno.

A puro titolo enunciativo tra gli ergometri per test indoor citiamo l’ergometro SRM High Performance, dotato di powermeter, powercontrol, software di analisi, pedivelle estensibili, pedali strumentati con celle di carico e anche della funzione isocinetica, ed il ciclomulino Porter dotato di misuratore di potenza Kisciotte.

Entrambi permettono di ottenere resistenze elevatissime, superiori ai 2000 watt, rendendo possibile i test di potenza-cadenza che stanno alla base della valutazione dei parametri di forza; inoltre sono precisi e accurati.

Tra i misuratori di potenza da montare sul mezzo, sempre a titolo enunciativo, si trovano in commercio il power tap, il power2max,il powermeter SRM ed il Quarq.

Si stanno però affacciando nuove aziende che propongono diverse soluzioni, che andranno provate e confrontate con le strumentazioni presenti da più tempo sul mercato e che per ora sono più affidabili.

Ovviamente ogni powermeter si interfaccia con un computer da bici che permette la visualizzazione dei dati rilevati.

Oltre agli ergometri sono poi necessari una bilancia per misurare la massa e un plicometro o un impedenzometro per definire la qualità corporea.

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