I test di Valutazione

Il ciclismo è da sempre considerato uno sport di endurance e quindi a carattere aerobico, ma nel ciclismo moderno, in particolar modo a livelli evoluti, intervengono sempre anche altri meccanismi energetici, che sottendono importanti qualità muscolari e/o neuromuscolari.

 

Marco Compri, tecnico allenatore della Federazione Ciclistica Italiana e responsabile dei progetti di training by Bikevo, ci guida nel mondo del corretto training ciclistico.

Nel caso specifico del ciclismo su strada il meccanismo energetico prevalente  è quello aerobico, ma indipendentemente che si tratti di gare in circuito o in linea, a medio  o alto impegno altimetrico, si ricorre frequentemente o molto frequentemente  al meccanismo anaerobico lattacido e a diverse componenti di forza.

Tale  premessa è necessaria  per affrontare il tema dei test di valutazione, perché altrimenti  si corre il rischio di focalizzare l’attenzione solo su una componente  della prestazione, come è accaduto in un recente passato  quando si è enfatizzato  l’aspetto  metabolico, per di più nella sua sola componente aerobica.

Qual è la ragione che ci induce a valutare o qual è il fine della valutazione?

Per un allenatore e più in generale per chi fa valutazione i motivi che determinano la necessità di misurare sono molteplici.

A. Classificare il soggetto in esame, individuandone  le  caratteristiche peculiari:

ogni ciclista, a prescindere dal livello , è contraddistinto  da individuali qualità morfologiche, neuromuscolari e metaboliche  che ne definiscono i punti di forza di limiti e ne determinano, nel tempo,  la specializzazione: scalatore (predomina  la  potenza aerobica  a discapito dei massimali di forza), velocista (predomina la potenza alattacida/lattacida , quindi anche i massimali di forza, e abilità nello sprint a discapito della potenza  aerobica), passista (predilige  percorsi pianeggianti o gare contro il tempo  e presenta buoni livelli di potenza  e capacità lattacida associati a elevata  potenza aerobica), e condizioni intermedie quali passista scalatore e passista veloce. 

B. Monitorare, attraverso i valori espressi dai test, lo stato di forma durante la stagione agonistica:

Figura 1

Figura 1. Esempio di grafico del rapporto wmax/kg e wsa/kg. I tre indicatori rappresentano i test effettuati e ogni punto indica, rispetto agli assi,  i valori di potenza massima e potenza di soglia espressi in watt/kg; lo spostamento a sinistra o a destra, (asse delle ascisse) rappresenta l’incremento/decremento del valore di SA, mentre lo spostamento in verticale (asse delle ordinate) rappresenta l’ incremento/decremento del valore di PMAX. I quadranti definiscono anche le diverse macro aree  di contraddistinte da differenti caratteristiche. 

 

C. Analisi dei dati ottenuti e confronto con i risultati attesi al fine di  confermare o ridefinire la programmazione dell’allenamento:

le verifiche in itinere permettono di  valutare, a posteriori, se i mezzi di allenamento utilizzati hanno prodotto il risultato atteso  permettendo eventualmente  al tecnico di rimodulare la successiva proposta allenante .

 

D. Definire le intensità di allenamento:

riguardano sia la componente di forza (considerare intensità in relazione al massimale, durata e rpm) che la componente metabolica( riferita alla velocità aerobica massima o alla soglia anaerobica, in relazione all’obbiettivo metabolico che si vuole perseguire e al periodo della ciclizzazione). Le intensità possono essere espresse  in  watt, frequenza cardiaca  (consapevoli,  però ,che quest’ultima  può essere utilizzata con buona precisione  come parametro di allenamento prevalentemente, se non esclusivamente, per lavori aerobici a ritmo uniforme)  o  in tempo e  per  la componente di forza vanno correlate alle rpm.

Se il soggetto  testato fosse sprovvisto di specifici strumenti di misura si  potrà  ricondurre i parametri di allenamento in velocità utilizzando  l’equazione del moto (Di Prampero P.E., Cortili G., Mognoni P., Saibene F., 1979):

W’= v . (RR+ RAIR +Rg)

Dove:

(W’) è la potenza meccanica da calcolare(W); a velocità costante, in condizione di equilibrio,  equivale alla potenza meccanica erogata dal ciclista.

(v) è la velocità (espressa in m/sec!).

(RR+ RAIR +Rg) è la sommatoria  delle forze resistenti esterne (N); a velocità costante, in condizione di equilibrio,  equivale alle forze propulsive generate  dal ciclista.

 

W’= v . [(CR . M .  g) + (1/2 .. A . CA . v2) + (M . g . senα)]

 

CR=0,004(0,0021-0,0045)

M=peso bici+peso accessori+peso ciclista

G= 9,81 m/s2

ῤ=1,204 kg/m3

A=0,4(0,34-0,44)

CA= 0,8(0,74-0,88)

In pianura senα=0  e in assenza  di vento , mentre in salita senα= pendenza espressa  in percentuale (es.6%) e in assenza  di vento.

Andando per tentativi  si inseriranno diverse velocità, espresse in m/s, finché non si  otterrà  la potenza richiesta.

E. Predire la prestazione, qualora il modello funzionale imponga  intensità pressoché costanti:

Figura 2. Esempio di utilizzo predittivo della  relazione potenza/tempo: al raddoppio del tempo la potenza media massima si riduce del 6-8%

Tracciando una relazione potenza/tempo o, in taluni casi velocità/ tempo (se si utilizzano prove su pista massimali per distanze diverse),  si correla la capacità e la potenza prestativa  di un singolo ciclista con il tempo di esaurimento;  pertanto  la prestazione finale dipende dalla capacità dell’atleta  di utilizzare l’energia  a disposizione in un tempo tale da far coincidere l’esaurimento con il traguardo.

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