Psicologia dello Sport - parte 1

Buongiorno cari amici di Bikevo. Il mio primo pezzo per questa rubrica nasce da una domanda, un interrogativo che mi è scaturito guardando i grandi professionisti cimentarsi nelle classiche monumento in queste settimane...

Buongiorno cari amici di Bikevo. Il mio primo pezzo per questa rubrica nasce da una domanda, un interrogativo che mi è scaturito guardando i grandi professionisti cimentarsi nelle classiche monumento in queste settimane...

Immagino che molti di voi in questi weekend primaverili si allenino per poi tornare a casa, pranzare di corsa ed incollarsi alla TV per vedere le battute finali delle gare che hanno fatto la storia del ciclismo e perché no, immedesimarsi nei propri beniamini.

Personalmente, per mia indole, amo andare a vedere sempre i retroscena, quello che ci sta dietro, il lavoro che permette di essere al momento giusto con la condizione voluta...eh si...perché anche i professionisti hanno obiettivi ben precisi, e questi a cascata riportano ad una serie di cose da fare o non fare per migliorare nelle aree più 'deboli' o implementare i punti che già sono di forza.

Si, perché gli appuntamenti importanti si preparano con largo anticipo. Dalla pianificazione iniziale 'sulla carta', alla preparazione generale ed alle rifiniture finali.

Avete mai pensato cosa fanno i professionisti quando stendono il calendario gare ad inizio stagione e piazzano le 'bandierine rosse' su determinate gare/obiettivo.

Beh niente di molto diverso da quello che fate voi, per migliorare...chiaramente in modo un po' più metodico e professionale...sono professionisti mica per niente

Vi porto la mia testimonianza… da atleta, quando ancora non avevo alcuna conoscenza nell’ambito della psicologia, ancora giovane (da junior e under 23) quando non mi mancava la determinazione e la forza d’animo, ad inizio stagione facevo un foglio di word con un elenco di obiettivi che mi ponevo per la stagione (suddivisi in ciclocross e mtb) e poi lo attaccavo con una puntina sul muro di fronte alla scrivania sulla quale passavo tantissime ore al giorno per lo studio e quindi tutte le volte che mi distraevo un attimo e guardavo di fronte a me li vedevo scritti nero su bianco e ben chiari (dei veri  e propri reminder). Quando ne raggiungevo uno ci facevo una bella V di fianco, come dire “questo ce l’ho”!

Diciamo che seppur con un po’ di imperfezioni, soprattutto a livello formale era un vero e proprio proto “goal setting”.

Ma perché è così importante avere degli obiettivi?

La formulazione degli obiettivi, o goal setting, rappresenta un momento fondamentale di ogni programmazione, in qualsiasi contesto essa venga effettuata.

Un obiettivo è uno specifico standard di abilità da raggiungere in un compito, considerando usualmente anche un limite di tempo.

L’obiettivo consente di individuare precisi riferimenti di confronto e di impegnarsi in maniera specifica per acquisire la padronanza  delle competenze necessarie per lo svolgimento del compito. Gli effetti positivi del goal setting riguardano una serie di aspetti intrinsecamente legati al raggiungimento della massima prestazione come l’attenzione e l’azione su aspetti importanti del compito, l'attivazione e la modulazione un impegno adeguato, l'azione sia sullo sforzo immediato, ma anche sulla costanza.

La definizione degli obiettivi ci salva dall’esaurimento di energie fisiche-mentali. Per evitare questo processo è necessario avere una certa metodicità e precisione nella pianificazione della stagione per scegliere e condividere con il proprio staff gli obiettivi, goals, che si vogliono raggiungere. Ciascun obiettivo deve essere considerato il picco di un’ipotetica ascesa e la stagione può essere vista graficamente come l’altimetria di una tappa montuosa del giro d’Italia nella quale ogni obiettivo è un GPM. Una volta ben chiari gli obiettivi tutto sarà molto più semplice in quando il nostro focus sarà unicamente ed esclusivamente mirato ad essi e di conseguenza al lavoro atletico/mentale/tecnico/tattico da fare per arrivare nelle date prescelte al massimo delle proprie potenzialità. Questa pianificazione dà la possibilità all’atleta di vivere serenamente e con tranquillità ogni fase della sua preparazione avendo il massimo controllo della situazione. E’ possibile quindi modulare l’intensità di attivazione ed energia nel corso della stagione, abbassandole nel periodo lontano dagli obiettivi o nella fase di scarico per poi poterle aumentare d’intensità man mano che l’obiettivo si avvicina. 

Seneca diceva: 'non esiste vento favorevole per marinaio che non sa dove andare', un po' come dire che se non hai obiettivi non sai neanche ciò che ti serve per raggiungerli, ergo sei perso.

Bene ragazzi, alla prossima!

EB

#findyourbalance

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