Il lavaggio parte prima: cosa usare e perché

Come si lava la bicicletta da corsa? Quanto è importante farlo con regolarità? Nei prossimi paragrafi vedremo come fare al meglio, quali errori vanno evitati e quali sono i prodotti migliori da impiegare.

Stiamo uscendo dalla stagione fredda e la nostra specialissima ha subìto, quanto noi, intemperie, umidità, pioggia e strade poco pulite. I segni sono evidenti proprio sul telaio e sui componenti, che risultano spesso sporchi. Tenere pulita la bicicletta però non deve essere considerata l’abitudine maniacale di chi ama il piacere di un mezzo luccicante; si tratta invece della più semplice e forse più importante manutenzione del vostro mezzo; è indubbiamente il primo passo per mantenerla correttamente funzionante e renderci precocemente conto di eventuali problemi. 

Perché lavare la bicicletta?
Perché una bici lavata bene è una bicicletta che scorre bene e che non dà problemi. Nelle squadre professionistiche, a lavare la bicicletta si dedica proprio il meccanico, a dimostrazione di quanto si tratti di un’attività che rientra a pieno diritto nelle attività di manutenzione del mezzo. 
Una bici pulita guadagna in scorrevolezza. Catena, deragliatori, trasmissione e componenti lavorano con efficienza solo se sono ben puliti e correttamente lubrificati. 
Come in una buona radiografia, i problemi si vedono a mezzo pulito. Ci sono dettagli che si possono rivelare solo a bici pulita. La rotazione fuori asse di una ruota, crepe precoci nel telaio, cattivo allineamento della catena rispetto al deragliatore; sono tutti casi in cui il lavaggio della bicicletta ci consente diagnosi precoci di alcuni problemi e ci tiene al riparo da tardive, costose manutenzioni. 

Con quale frequenza?
Diciamo che non esiste una regola, ma esistono situazioni ad alto rischio. A seguito di un’uscita sui pedali con condizioni meteo particolarmente gravose come pioggia, fango, neve o simili, la bicicletta dovrebbe essere sempre accuratamente lavata. La pioggia ha il potere di ossidare parti metalliche non protette. A rischio sono così la catena, i cavi del cambio, il pacco pignone, le corone i cavi del cambio e dei freni, i cuscinetti e così via. L’umidità e la polvere, possono entrare nel movimento centrale non stagno, usurandolo con il passare del tempo, rovinando i cuscinetti e portandolo nel tempo e diventare meno scorrevole. 

Con quali prodotti? 
È bene scegliere prodotti pensati per questo specifico impiego e non ricorrere a quelli comunemente utilizzati per la casa o altre destinazioni, che rischiano di essere eccessivamente aggressivi. Sono recenti i risultati di alcuni studi che hanno dimostrato che alcuni detergenti sgrassatori hanno il potere di legarsi alle molecole della fibra di carbonio, modificandone persino struttura e quindi proprietà. 

  • Sgrassatore forte: per la trasmissione (cambio, cassetta, catena, guarnitura, pedali). Evitare il contatto con altre parti. 
  • Sgrassatore medio: da passare con una spugna sull’intera bicicletta, dopo averlo parzialmente diluito in acqua. 
  • Spazzole da bicicletta: per raggiungere i punti più critici e per non rovinare la vernice del telaio. Evitate i pennelli da imbianchino; il rischio è quello che non siano di ottima qualità e perdano le setole. 
  • Pelle di daino sintetica o microfibra: per tutte le fasi di asciugatura
  • Panno di cotone: per sgrassare la catena
  • Cera: per proteggere il telaio dal sole, dall’acqua e dalla polvere durante l’uso. 
  • Pulitore per ruote in carbonio: se usate i cerchi in carbonio è importante usare un pulitore dedicato (si trovano in commercio) per evitare di alterare la superfice frenante. 

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