Quando la bici entra in valigia: i consigli dei big azzurri per trasportare al meglio la specialissima.

Imballare la bici per un viaggio in aereo è un'operazione delicata, ma non bisogna sottovalutare i brevi spostamenti in auto. Ecco i suggerimenti di Alessandro Degasperi, Martina Dogana e Alessandro Fabian

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Il trasporto della bicicletta è una aspetto molto delicato e troppo spesso trascurato da molti atleti. I mezzi attuali, leggeri aerodinamici, robusti e semplici da smontare e rimontare con sganci rapidi a prova di principiante, sono anche fragili gioielli che devono essere maneggiati con cura durante i lunghi viaggi in aereo o treno, ma anche in brevi spostamenti in auto.

BICI SMONTATA - Per chi non dispone di un ampio furgone, la soluzione è l’abbattimento dei sedili posteriori dell’auto affinché il vano di carico si di dimensioni adeguate. La soluzione ideale sarebbe infilare il telaio in una apposita sacca morbida e riporre le ruote, meglio se senza perni e sganci, nelle apposite custodie. “Ma per brevi tratti, è sufficiente avvolgere il telaio con della gommapiuma – spiega Alessandro Degasperi, secondo all’Ironman France a Nizza – facendo attenzione a proteggere la parti più delicate”.

IN VOLO - La situazione cambia quando si deve affrontare un volo aereo per raggiungere campi gara lontani, training camp o per andare in vacanza portando con sé con la propria specialissima. “Si possono scegliere tra sacche rigide o semi rigide – continua l’azzurro che per i suoi viaggi usa la Scicon Aerocomfort Tri 3.0 – la resistenza è tutto. Certo, con questo ultimo modello non si devono smontare manubrio e sella, basta togliere ruote e pedali e la bici entra perfettamente nell’alloggiamento”. In 5 minuti, facendosi guidare dal pratico schema inserito nella sacca sempre sotto i nostri occhi durante le operazioni di “impacchettamento”, il nostro mezzo da gara è imballato stabilmente grazie al supporto per il telaio, alle cinghie che assicurano stabilità alla bicicletta e alle protezioni dedicate alle parti più fragili e quando si rimonta il mezzo, “si gonfiano e si montano le ruote, si provano i freni, qualche cambiata e si vede subito se è tutto ok”, prosegue Degasperi, che racconta una sua passata disavventura. “Sono stato piuttosto sfortunato in occasione dei Mondiali di Ironman 70.3 a Las Vegas: ho trovato la mia borsa completamente distrutta in aeroporto perché era stata schiacciata da un muletto. Era irrecuperabile, ma ho trovato una bici all’expo della gara, abbiamo montato il cambio, miracolosamente illeso, e sono partito: pedalando la sella scendeva, come se non avessi avuto abbastanza problemi in precedenza, ma ho ottenuto comunque un grande risultato: sono arrivato 10°”.

PICCOLA OFFICINA - Quando si affrontano viaggi più o meno lunghi, è importante portare con se delle chiavi a brugola, una chiave inglese, uno smaglia catena, ma anche un forcellino del cambio, assieme a un paio di tubolari o copertoni, al kit di gonfiaggio/riparazione rapido: di solito, sul campo gara sono presenti stand dotati dei più svariati ricambi e punti di assistenza, ma spesso anche i pezzi più banali vengono venduti a peso d’oro e soprattutto si perde tempo a cercare il necessario.

ANCHE PER LE DONNE - Seppur molto pesante e ingombrante, nessun problema anche per le ragazze. “É facilissima da spostare, grazie alle pratiche rotelle – conferma Martina Dogana – con la Aerocomfort Tri 3.0, riesco a trasportare senza fatica e in piena sicurezza tutto il necessario. Inserisco anche altre attrezzature come il casco e la muta, le uso addirittura come protezione per il telaio. Certo, poi bisogna avere un minimo di manualità per rimontare la bici, ma basta soltanto un po’ di pratica”. Come sottolinea Alessandro Fabian: “È meglio perdere qualche minuto in più nella tranquillità del proprio garage per smontare, rimontare e imballare la bici e poi essere tranquilli quando si arriva in hotel o sul campo gara. Spesso è bene anche investire qualche euro in più per un corretto equipaggiamento, piuttosto che usare metodi fai da te poco efficaci”.
 
COMODITÀ - Ma quali sono le qualità di una valigia da bici? “Semplicità d’uso, resistenza, durata nel tempo. Ora anche le parti più fragili sono ben protette e in pochi minuti la bici è pronta per essere usata se si sceglie una borsa che consenta di non smontare parti come sella e manubrio – continua Fabian – Il motto è ‘impacchetta bene e viaggia sicuro’”.

Alberto Fumi

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