• Priorità nutrizionali

    ALIMENTAZIONE

    Le priorità nutrizionali dell'atleta

Redazione

Parametri ematici, colesterolo totale, CPK, LDH, transaminasi, le funzionalità tiroidee, le capacità metaboliche e la composizione corporea in termini di massa magra e massa grassa.

 

Il corpo di un individuo sedentario diverge sotto molti punti di vista da quello di un atleta: i parametri ematici (colesterolo totale, CPK, LDH, transaminasi), le funzionalità tiroidee, le capacità metaboliche e la composizione corporea in termini di massa magra e massa grassa. Ne deriva che siano, così, molto diverse anche le esigenze nutrizionali. Negli ultimi anni c’è stato un completo ribaltamento delle cognizioni nutrizionali per tutti, non solo per lo sportivo. Era quindi inevitabile che anche gli sportivi risentissero di questa modifica.

L’informazione in questo campo è comunque spesso filtrata da interessi economici e da confusioni di settore: in molti ancora credono che uno stile di vita sedentario sia da preferire rispetto a una regolare attività sportiva. D’altro canto, tra gli sportivi abituali si incontrano convinzioni ferree legate all’alimentazione, spesso non supportate da studi scientifici.

Il nostro compito è raccogliere tutte quelle nozioni, basate su studi scientifici e tratte dalla biochimica e della conoscenza degli alimenti e delle dinamiche metaboliche dell’organismo sotto sforzo, utili per districarsi in questo campo in modo corretto e salutare.

Quali sono, quindi, le quattro esigenze primarie di un atleta, rispetto a un corpo sedentario?

  1. Normocaloricità
  2. Normoproteicità
  3. Ripristino minerale di tipo selettivo
  4. Controllo dell’ossidazione e dell’infiammazione

Uno sportivo ha innanzitutto bisogno di normocaloricità, intesa come raggiungimento del fabisogno calorico minimo. Se lo sportivo non raggiunge questo fabisogno, tutti i suoi equilibri ormonali rischiano di sfasarsi; rischia di avere prestazioni inferiori al proprio potenziale.  Se non si alimenta a sufficienza la massa muscolare viene ridotta. Il muscolo non si sviluppa adeguatamente e non avviene l’adattamento a seguito dell’allenamento. Da un punto di vista fisiologico avviene che l’Ippotalamo non manda i corretti segnali che consentono lo sviluppo della massa muscolare. Altro concetto fondamentale è la normoproteicità, ossia l’assunzione della giusta quantità di proteine.

Sia in allenamento che in gara, è evidente la perdita di liquidi. È di primaria importanza quindi reintegrare l’acqua immediatamente, poiché il corpo è in costante lotta con il bisogno di raffreddamento corporeo. Il sudore è la prima risposta dell’organismo a questa esigenza biologica di raffreddamento.

Il corpo di uno sportivo va altresì incontro a processi infiammatori endogeni, innescati inevitabilmente dai carichi di allenamento. Questi processi infiammatori inducono l’organismo ad un’acidità dannosa; l’organismo umano inaffti e quindi ancor di più quello di uno sportivo, per essere in equilibrio deve trovarsi in un ambiente leggermente basico. Scegliendo un’alimentazione adeguata e una giusta integrazione, potremo mantenere il pH del sangue fra 7,35 e 7,45, ossia quei valori considerati ottimali.

Se uno sportivo rispetta queste quattro esigenze, il suo corpo si svilupperà con una limitazione della massa grassa sui livelli ideali per lo sport praticato e un corrispondente sviluppo della massa muscolare. Avremo modo di approfondire nel dettaglio questi temi.

 

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