• SALUTE

    La lombalgia nel ciclismo

Sergio Migliorini

Le lombalgie fino ad alcuni anni fa erano piuttosto rare nei ciclisti, mentre sono diventate in epoca più recente sempre più frequenti.

Visito nel mio studio moltissimi appassionati che accusano algie lombari la cui causa è individuabile in allestimenti di telai inadeguati alle loro caratteristiche antropometriche e in misure della bicicletta, decise in base all’utilizzo di programmi che non tengono conto delle loro caratteristiche anatomiche e funzionali. 

Pur nella consapevolezza che la ‘messa in sella’ debba essere effettuata da chi conosce questo mestiere, spesso i ciclisti ricorrono a soluzioni ‘fai da te’, nelle quali le variazioni della posizione vengono effettuate in modo repentino e con modificazioni anche di alcuni centimetri, che non consentono in alcun modo semplici adattamenti. 
La sella troppo arretrata è uno degli errori nei quali più frequentemente mi capita di imbattermi. La posizione corretta, che rappresenta un buon equilibrio tra performance biomeccanica e adeguata postura della colonna, prevede che idealmente s atracciabile una linea verticale che passi dal bordo anteriore della rotula, toccando il bordo anteriore della pedivella. Una sella arretrata di alcuni cm da questa posizione, oltre a portare problemi a carico del ginocchio e del tendine rotuleo, causa anche gravi lombosciatalgie, perché la conseguente retroversione del bacino si associa a un ipercifosi lombare. 

Se l’atleta poi, come spesso capita, non ha una grande flessibilità della colonna, gli episodi sono ancora più frequenti e seri. Fortemente condizionanti in quest’ottica, sono anche eventuali squilibri muscolari. A giocare un ruolo fondamentale nell’eziologia di queste patologie è infatti la “cronica” mancanza di esecuzione di esercizi di mobilità, allungamento e rinforzo della colonna e della muscolatura paravertebrale cervicale, lombare e dorsale. 

Un altro problema frequentemente riscontrabile è il posizionamento troppo alto della sella. La differenza di altezza tra la sella e il manubrio non deve essere eccessiva, pena una flessione esagerata del tronco e inevitabili dolori lombari, irradiati all’artoo inferiore. La sella troppo alta causa inoltre oscillazioni laterali del bacino quando il piede va verso la fine della fase di spinta, peggiorando la lombalgia. Questo differenziale non deve nemmeno ridursi esageratamente, scendendo al di sotto dei 4 centimetri, perché si finirebbe così con il pedalare con il busto troppo eretto. 

Alcuni tra gli sportivi che passano molte ore in bici e che accusano maggiormente dolori alla porzione lombare della colonna, sono i triathleti. Nei triatleti che allenano il triathlon lungo le lombalgie sono poi ancora più frequenti. Più tempo questi soggetti passano in bici, in gara o in allenamento, più tempo necessitano per decontrarre i muscoli lombari quando passano alla frazione podistica.  Ecco che, in questi casi, l’incapacità di dissipare a livello degli arti inferiori il sovraccarico creato dagli appoggi nella corsa, favorisce la trasmissione delle sollecitazioni in via ascendente sino alla colonna lombosacrale. In questo modo, aumenta la pressione intradiscale e se esiste anche solo una leggera predisposizione alla lombalgia, il gioco è fatto. 

Cosa fare?

Come in ogni situazione, il primo efficace rimedio è l’impiego di un’adeguata dose di buon senso nell’allestire le misure della bicicletta e nel variarle. Affidarsi ad un biomeccanico d’esperienza è a mio avviso sempre un’ottima soluzione e una grande scelta di prevenzione. Ciascuno poi dovrà imparare a conoscere se stesso e a fare un po’ di esperienza, acquisendo sensibilità. E’ ovvio che qualsiasi ciclista debba fare del lavoro di mobilità, allungamento e potenziamento dei muscoli paravertebrali e della colonna, una specie di mantra. È bene eseguire esercizi di estensione della colonna lombosacrale da prono, in particolare nella vicinanza delle gare o delle uscite più lunghe di allenamento. Periodiche sedute di massaggio e manipolazioni lombosacrali, saranno utili per scongiurare dolori o per alleviarli qualora siano già presenti.

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