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    Il concetto di Potenza Critica nel ciclismo

Redazione

La potenza critica o critical power rappresenta la più alta potenza sostenibile senza affaticamento e, teoricamente, la massima potenza che un soggetto può sostenere per alcune ore.

Che cosa rappresenta il concetto di potenza critica nel ciclismo?

La potenza critica o critical power rappresenta la più alta potenza sostenibile dall'atleta.

Ha due caratteristiche principali:

  • è raggiungibile senza affaticamento;

  • è la massima potenza che un soggetto può sostenere per alcune ore.

Abbiamo chiesto a Marco Compri, tecnico della Federazione Italiana di ciclismo di spiegarci più nel dettaglio questo concetto.

Il concetto di potenza critica dalla voce di un esperto

La potenza critica o critical power esprime il tempo limite per cui è possibile sostenere un certo esercizio ad una data intensità.

Secondo Monod e Scerrer la potenza critica esprime:

"Il tempo limite per cui è possibile sostenere un certo esercizio a una data intensità. L'intensità decresce seguendo una funzione iperbole della potenza erogata. Questo avviene sia durante un esercizio che coinvolge il singolo distretto muscolare che l’intero organismo."

In pratica è la potenza a cui tende la relazione tra potenza e tempo limite.

Si pensava che nel ciclismo, potenze inferiori al CP (critical power) potevano essere mantenute per lungo tempo senza troppa fatica. Mentre potenze superiori al CP generavano un accumulo di lattato e il consumo delle scorte di energia fino all’esaurimento dell’esercizio.

Nonostante alcune critiche inerenti il concetto di critical power è stato indicato come parametro indice dello stato di allenamento del soggetto.

Come si calcola la potenza critica?

Il protocollo classico per la determinare la potenza critica prevede tre o più prove a diverse percentuali di Vo2max. Le prove sono effettuate a intensità costante, preferibilmente su strada in salita o pista. I dati vengono rilevati in giorni diversi (dopo adeguato recupero). La distribuzione dello sforzo deve essere adeguata.

Per una corretta valutazione è necessario considerare il tempo in cui l'atleta riesce a mantenersi costantemente a quella determinata potenza. I tempi di esaurimento vengono poi inseriti nel grafico relazione tra potenza e tempo.

L’asintoto all’iperbole che ne deriva rappresenta la potenza critica del soggetto.

È comunque possibile trasformare l’iperbole in una relazione lineare tra il tempo limite (tlim) e la quantità totale di lavoro fatta (wlim):

wlim= a + (b * tlim)

dove ”b” rappresenta la potenza critica e “a” rappresenta la capacità di lavoro anaerobico.

Il lavoro anaerobico è la quantità di lavoro che può essere fatta al di sopra del CP.

Considerando a= capacità di lavoro anaerobico (AWC), b= critical power (CP) si ottiene:

wlim= AWC + (CP * tlim)

La relazione lavoro/tempo e potenza/tempo

Il valore di potenza critica ottenuto dalla relazione lavoro/tempo di esaurimento stima la potenza sostenibile per un lungo periodo.

La relazione potenza/tempo rappresenta uno strumento di valutazione sia delle caratteristiche individuali che di forma dell'atleta.

Inoltre la relazione potenza o lavoro/tempo è influenzata dal tipo di allenamento effettuato pertanto rappresenta un importante feedback per allenatore ed atleta:

  • si possono individuare carenze o perdite di prestazione;

  • è possibile stabilire se il miglioramento di una prestazione, su una data distanza, è stato determinato da incremento di AWC o di CP;

  • consente di predire la prestazione se lo sforzo è tendenzialmente costante.

Alcuni accorgimenti per rilevare la propria potenza critica

Va considerato che le prove massimali possono essere logoranti per l'atleta. E' ideale quindi ripeterle nel tempo a intervalli corretti.

 

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