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    Parola di Daniel Fontana: ‘Con Bike Personal Coach oggi è accessibile a tutti il privilegio di un coach personale’

Redazione

Bikevo oggi rende alla portata di tutti quello che fino a oggi è stato il privilegio riservato a pochi, ossia di avere un coach personale in grado di calibrare una preparazione su misura.

Chi è Daniel Fontana?

"Daniel Fontana è un triatleta professionista argentino naturalizzato italiano e che dal 2005 difende i colori dell’Italia. All’attivo ha tre qualifiche olimpiche, la miglior prestazione all time italiana sulla distanza Ironman ed è l’unico atleta ad oggi ad aver vinto due prove del circuito mondiale del triathlon su lunga distanza. In bicicletta ha percorso moltissimi kilometri in carriera e molti ancora ne percorre quotidianamente. Abbiamo fatto provare a Daniel il nostro Bike Personal Coach e ne abbiamo raccolto le prime impressioni."

Il privilegio di un coach personale nel ciclismo

"Ho fatto dello sport professionistico e del triathlon in special modo la mia vita per moltissimi anni e continuo a farlo anche adesso che ho superato i quarant’anni. Ho iniziato a fare triathlon in Patagonia, dove sono nato e all’inizio degli anni ’90 non era poi così scontato nel mio Paese trovare allenatori in grado di trasmettere a un ragazzino l’importanza fondante del seguire una preparazione incardinata su criteri scientifici e non sulla casualità o sugli umori del momento.

Ho imparato presto però quale importanza potesse avere seguire un programma di allenamento; sostanzialmente attorno ai quattordici anni direi, quando mi sono messo in testa di raggiungere il mio primo obiettivo agonistico, a quei tempi nel nuoto e il mio allenatore di allora mi ha imposto un regime di training molto preciso. Tre volte alla settimana mi alzavo alle quattro del mattino, salivo in sella alla mia bicicletta e alle 4.30 ero in vasca a nuotare per due ore prima di andare a scuola.

Dopo i compiti, il pomeriggio tornavo in piscina per il secondo allenamento. Dopo più di venti stagioni di attività, tre qualifiche olimpiche e dopo aver girato tutti i continenti per gareggiare in giro per il mondo, posso dirvi con certezza che senza un metodo non si vince neppure la gara della parrocchia. Lo dico sempre agli atleti amatori con i quali mi trovo a confrontarmi: ci vuole solo una consapevolezza per ottenere il meglio da se stessi, ossia che ci sono alcuni fattori come il talento sui quali non si può influire, ma ce ne sono altri, come il giusto metodo, le migliori guide, la pazienza e la perseveranza che possono fare di un atleta ‘normale’, un atleta vincente.

Personalmente in carriera mi sono sempre voluto affidare a trainer che avessero maturato la propria esperienza nel corso di anni e che avessero avuto già modo di sbagliare, sperimentare e così anche di aggiustare il tiro e sviluppare delle teorie di training basate sulla metodologia scientifica della formulazione dell’ipotesi, della verifica sul campo e quindi dell’affermazione della tesi.

E’ così che quando mi è stato raccontato e spiegato il processo che ha condotto alla formulazione del piano di training di Bike Personal Coach, ho capito subito che la strada potesse essere quella buona, proprio perché frutto dell’esperienza di chi ha fatto del professionismo praticato e dello studio sulle metodiche dell’allenamento il proprio lavoro e la base dei propri successi.

Bikevo sostanzialmente oggi rende alla portata di tutti quello che fino a oggi è stato il privilegio riservato a pochi, ossia di avere un trainer personale in rado di calibrare una preparazione su misura per la tipologia di atleta che ciascuno di noi rappresenta. A ciascun atleta è data la possibilità di sviluppare a pieno le proprie potenzialità ottimizzando i risultati in termini di performance; ma questo è possibile solo partendo da un’analisi attenta delle caratteristiche fisiologico-metaboliche del soggetto e tracciandone così un profilo verosimile.

Non tutti veniamo costruiti dai geni dei nostri genitori per essere degli scalatori in bici, così come non tutti abbiamo le caratteristiche fisiologiche adatte ad essere dei formidabili passisti. Il segreto sta nello scoprire i nostri talenti e le nostre propensioni e strutturare un piano di allenamento che di enfasi a queste e le porti in direzione dell’eccellenza.

Questo è il principio sul quale si incardina il lavoro di un trainer e oggi anche quello di  Bike Personal Coach. Mi sembra un’ottima premessa per fare bene".

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