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    SALUTE

    Automassaggio: ecco come!

Redazione

Il fisioterapista non ha tempo, ma le tue gambe hanno bisogno di uno scarico? Ecco come fare anche da soli.

 

Hai fatto molti km in bici nel fine settimana e fatica e freddo ti hanno reso dolenti e affaticate le gambe. Avresti bisogno un massaggio urgente per tornare in sella in grande condizione tra qualche giorno, ma il terapista ha l’agenda piena e prima di una settimana non riesce a trovare un posto per trattare le tue gambe stanche. Ti fidi del tuo terapista e di cercare qualcun altro non hai molta voglia e magari non sai neppure dove andare a parare.

In realtà una soluzione c’è ed è offerta da strumenti che in Italia hanno ancora una scarsa diffusione, mentre all’estero accompagnano la quotidianità di moltissimi sportivi, come i foam rollers e attrezzi simili, molto conosciuti ed impiegati dagli atleti. In America non c’è palestra che non proponga una vasta gamma di questo genere di ausili, messi a disposizione dell’utenza che a fine allenamento se ne contende il possesso. Ci sono studi americani che sostengono che rotolare avanti e indietro sotto ai muscoli questi rulli, oltre a produrre un efficace automassaggio, possa stimolare la produzione di neurotrasmettitori che aiutano a rilassarsi e contribuiscono ad alleviare la sensazione di fatica.

Per rilassare i muscoli contratti o sciogliere le fibre muscolari affaticate, noi massaggiatori combiniamo durante i trattamenti metodiche diverse, dai passaggi lenti, alle pressioni graduali e via via sempre più profonde. Anche per ottenere il massimo da un automassaggio con un foam roller si dovrebbe essere in grado di combinare metodologie diverse.

Iniziate con dei passaggi lunghi. Rotolate il rullo sul muscolo lentamente con passaggi ampi da un’articolazione all’altra. Ad esempio dal ginocchio alla caviglia e dal ginocchio all’anca. Esercitate una pressione graduale. Quando durante la rullata passate su una porzione di muscolo che avvertite più indolenzita o sensibile, fermatevici sopra finché non la sentirete pian piano lasciar la tensione. Di solito questo avviene dopo 20-30 secondi. Se però sentite che insistendo sul punto dolente il dolore aumenta, allora fermatevi. Il muscolo, se eccessivamente aggredito, può tendere ad avere la reazione opposta e contrarsi ulteriormente. Un'altra manovra molto efficace quando trovate muscoli con porzioni molto contratte, è quella che prevede di tenere il rullo fermo nel punto di contrattura e muovere invece l’articolazione più vicina. Per essere più chiari, con una contrattura al polpaccio, fermatevi con il rullo nel punto di contrattura e muovete il piede in flessione ed estensione dorsale, così da obbligare il polpaccio ad un semplice lavoro durante la pressione del rullo.

L’impiego del Foam Roll è assolutamente indicato e praticamente privo di controindicazioni. Esiste però una casistica piuttosto alta, soprattutto dei podisti, a proposito del trattamento di una patologia molto diffusa come la Sindrome della bandelletta ileo-tibiale. Molti podisti affetti da questa patologia dolorosa utilizzano infatti il rullo passandolo sulla fascia tendinosa esterna alla coscia. Rullare quest’area può però provocare un’ulteriore infiammazione. In questi casi è bene usare il rullo sul quadricipite e sul tensore della fascia lata, vicino al bacino. 

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