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    SALUTE

    Amminoacidi…mutanti?!?

Tatiana Gaudimonte

Come gli amminoacidi trasformano le sostanze nutritive in fonti di energia.

Una delle caratteristiche più affascinanti del nostro organismo è la sua capacità di reagire agli stimoli, siano essi esterni (es. temperatura, altitudine) o interni (es. infiammazioni dovute a malattie o a infortuni, cambi nella dieta). Lo scopo è sempre quello di ottimizzare la resa in ogni condizione, come ha riassunto un collega che ho avuto modo di ascoltare nel corso di un congresso: "il corpo vuole stare bene".

E quando sta bene, ce ne accorgiamo: in condizioni ideali, il nostro livello di efficienza sarà massimo. Anche quando la nostra performance non è pari alle aspettative, però, non significa che il corpo non stia facendo di tutto per ottimizzare la propria funzionalità. È il caso, per esempio, di quando si trova in condizioni di “carestia”, a causa di una dieta poco adeguata o troppo restrittiva. In queste condizioni, farà di tutto per sopperire alle carenze e preservare la propria sopravvivenza.

Un esempio? L’atleta che, per perdere peso velocemente, elimina completamente le fonti di carboidrati e compone pranzo e cena di sola carne e verdure e uno shake di proteine a colazione (è inutile che guardiate in aria fischiettando: vi ho visti). L’aspettativa? Quella di dimagrire e aumentare la propria massa muscolare, secondo l’equazione:

“proteine mangiate = proteine usate per costruire muscolo”.

Peccato che le cose non stiano proprio così.

L’importanza di un corretto apporto di carboidrati

Le proteine introdotte con il cibo vengono “smontate” nei loro componenti essenziali, come quando si sfilano le perle di una collana. Le “perle” sono gli aminoacidi, le “collane” proteine strutturali (muscoli, collagene…) o funzionali (enzimi, anticorpi, canali di trasporto…). E fin qui, niente di nuovo, direte voi: smonto le collane di una bistecca e costruisco le collane nei miei muscoli. Sbagliato. Questo processo avviene SOLO in condizioni ideali, ossia se non siamo in carenza di glucosio, essenziale per il nutrimento di cervello e globuli rossi.

Pasti quasi privi di carboidrati mancano di rifornirci di glucosio prontamente utilizzabile, e il corpo deve sopperire a questa mancanza. Quindi, sapete che fa? Prende gli amminoacidi e li muta, trasformandoli in carboidrati! Questa trasformazione, che potete ritrovare in un qualsiasi libro di biochimica sotto il nome di “gluconeogenesi”, ha sede nel fegato.

Questo processo non è gratis, in termini energetici: il corpo investe parte dell’energia assimilata col pasto, per ottenere gli indispensabili carboidrati, il che significa che assumiamo molte meno calorie di quanto, magari, abbiamo calcolato sull’app del nostro telefonino. Inoltre, un prodotto collaterale di questa trasformazione sono scorie azotate che devono essere filtrate ed eliminate, ad opera dei reni.

Quindi, da una parte assimiliamo meno energia di quanto pensiamo e diamo un segnale di “carestia” all’ipotalamo, causando a lungo termine un freno al metabolismo (lo spiego qui); dall’altra, sovraccarichiamo fegato e reni, che hanno già il loro bel da fare.

Insomma, una lose-lose situation, che porta a deperimento, ossia a perdita muscolare (spesso visto come “successo della dieta”, perché si perdono chili velocemente…) e a una progressiva intossicazione dei tessuti.

Nel rispetto delle nostre esigenze, non dobbiamo mancare di fornire tutti i macronutrienti al nostro corpo: solo il pasto serale potrà essere più leggero e con una minore (o nessuna) porzione di carboidrati: ma questo va valutato caso per caso, evitando il fai-da-te.

Rispettosi ed energetici saluti dalla vostra consulente nutrizionale.

Tatiana Gaudimonte

info@loveyourbody.ch

 

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