Quella voglia di dolce che ci prende prima e dopo la bici…

Insomma, quella voglia irresistibile che ci porta ad arraffare di nascosto un cioccolatino (o cinque) dopo la bici

Una delle frase che sento più spesso (in genere detta ad occhi bassi e con atteggiamento contrito come se fil mio studio fosse un confessionale) è: “ma sa, dottoressa, io ho il brutto difetto di essere golosa/o!” oppure anche “lo so che sbaglio, mi faccio fregare dalla golosità!”.

Insomma, quella voglia irresistibile che ci porta ad arraffare di nascosto un cioccolatino (o cinque) o ad affettare del formaggio appena rientrati dall’ufficio viene spesso vista come una mania esecrabile, di cui vergognarsi, una specie di condanna da cui è impossibile salvarsi.

Ebbene, iniziamo subito a dire che la ricerca di cibi zuccherini o che, comunque causano una rapida risposta insulinica (come per esempio i latticini o anche gli snack salati) è innata ed è il risultato di una spinta evolutiva che ha selezionato, nel Paleolitico, proprio gli individui più “golosi”.

Provate a pensarci: a quell’epoca la giornata era tutta trascorsa a procacciarsi il cibo: chi non si nutriva abbastanza era destinato a morire presto o comunque non aveva la forza (e/o la voglia) di riprodursi. Chi invece era più bravo a trovare cibi ricchi di energia (frutta matura, radici dolci, miele rubato ad api furiose) era più in forze, più sano e diventava un riproduttore migliore. Insomma, noi siamo figli dei cavernicoli più golosi! Ma com’è cambiata oggi la disponibilità di cibo! Cibi zuccherini sono a disposizione di tutti e senza fatica, a portata di frigo o di scaffale. Come fare per resistere?

Le vie da percorrere sono essenzialmente due.

Innanzitutto è importantissimo non affamarsi durante i pasti principali. A partire dalla colazione, fare un pasto veramente saziante e completo di tutti i nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, fibre, vitamine e sali minerali) ci consentirà di arrivare senza problemi al pasto successivo. Può sembrare complicato, per chi da anni è abituato a bere solo un caffè appena sveglio, ma recuperare gradualmente il gusto di una colazione abbondante al mattino è il primo passo verso la “liberazione” dalla dipendenza di mangiucchiare tra un pasto e l’altro. Una volta impostata per bene la colazione, applicando il piatto tripartito di dieta GIFT (di cui parleremo nelle prossime puntate), pranzo e cena saranno di conseguenza più facili da ridisegnare secondo gli stessi principi.

Il secondo “trucco” è una graduale rieducazione al gusto dei cibi naturali. Siamo attorniati da cibi raffinati, edulcorati, aromatizzati, colorati, al punto da non riuscire più a distinguere cosa è davvero gustoso. Spesso ci nascondiamo dietro la frase “ma la frutta e la verdura non hanno più il sapore di una volta”. In parte è vero, ma pensateci bene: una volta si consumavano quasi esclusivamente cibi genuini e non “contraffatti”, quindi il nostro senso del gusto non veniva costantemente “ingannato” dai prodotti industriali: ecco perché un’albicocca o un pomodoro erano così buoni! Provate a riassaporare i sapori veri e “sinceri” e se sarete costanti a pazienti, gradualmente vi libererete anche dal cruccio della vostra golosità!

 

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