La cervicalgia: una croce per il ciclista.

Vediamo come porre rimedio a una delle patologie più diffuse tra gli amanti del ciclismo e che molto spesso limitano il piacere di pedalare.

I dolori alla muscolatura cervicale sono spesso associati a un concetto di sedentarietà o di errata postura nel lavoro alla scrivania, magari al computer.

In realtà anche chi pratica regolarmente sport come il ciclismo, può incorrere con una certa frequenza in questo tipo di patologia. La ragione è da ricercarsi nella postura cui la bici ci obbliga, con il capo iperteso e i muscoli delle braccia e della schiena contratti. Proprio questo tipo di postura con il passare del tempo affatica tutta la muscolatura cervicale provocando così il dolore.

Alcuni dei sintomi più comuni che potreste riscontrare al ritorno da un giro in bicicletta o da una granfondo, sono infatti dolori alla base del cranio, vertigini o nausea. Questi sintomi sono i primi segni di una sofferenza della muscolatura cervicale. Le cause scatenanti questa patologia possono essere diverse, ma tra le più comuni nel ciclista ci sono la posizione in sella, stili di guida inappropriati o anche persino la scelta per la bicicletta di componenti non adatti alle nostre caratteristiche fisiologiche. Vediamo insieme questi punti.

Errori nelle posizioni di guida

Spesso, soprattutto nel mondo del ciclismo amatoriale, si tende a voler emulare i professionisti impostando le biciclette con posizioni estremamente aggressive. Soprattutto in discipline come il triathlon o in gare in cui non è prevista la scia e si usano biciclette da cronometro, si tende ad allestire la bici in modo tale da portare il ginocchio molto avanti rispetto all’asse del pedale, obbligando così anche il collo a una contrazione muscolare estrema e non sostenibile per lungo tempo.

Un altro errore abbastanza frequente è il posizionamento non corretto dei freni nella bici da corsa. Posizionare i freni troppo in basso significa infatti costringere i muscoli del collo a un sovraccarico notevole. Anche l’arretramento della sella può essere causa di questo tipo di dolori. Se la sella è troppo lontana dal manubrio saremo inevitabilmente portati a stringere molto forte la presa delle mani su quest’ultimo, sovraccaricando così inevitabilmente la muscolatura cervicale.

Stili di guida non appropriati

Tensione o rigidità muscolare alla guida, possono essere causa di cervicalgie. Quando parliamo di tensione muscolare intendiamo sia una rigidità congenita dovuta a muscoli scarsamente flessibili, che il risultato di particolari paure alla guida della bici. Spesso la poca confidenza con il mezzo porta i ciclisti meno esperti a irrigidirsi nel momento in cui devono affrontare situazioni che li preoccupano, come lunghe discese, situazioni di guida in gruppo o superfici di asfalto poco connesse. I muscoli finiscono con il non essere in grado di assorbire le vibrazioni della strada e il primo distretto a risentirne è proprio quello cervicale. Se ti riconosci in questo tipo di problema, ricordati di alzarti ogni tanto sui pedali e usare la muscolatura di gambe e braccia come ammortizzatore, per scaricare un po’ le vibrazioni dal collo.

I componenti sbagliati

Nella ricerca esasperata della performance, anche nel mondo amatoriale si tende ad allestire la bici con componenti molto rigidi, nella convinzione che questo possa portare dei vantaggi competitivi. Se è vero che una bicicletta più rigida, è una bicicletta più performante, è altrettanto vero che questa rigidità ha un prezzo e che questo prezzo lo sconta spesso proprio la muscolatura cervicale.

Vediamo quindi quali sono le trappole più comuni quanto ad allestimento del mezzo:

  • Ruote in carbonio, con pochi raggi e profili alti. Le ruote sono senza dubbio tra la componentistica, gli elementi che più possono influire sulla rigidità del mezzo. Le ruote in carbonio infatti, soprattutto quelle ad alto profilo, trasmettono le vibrazioni e gli impatti direttamente al manubrio. Un’ulteriore rigidità è data anche dalla presenza di pochi raggi, che riducono di molto la capacità della ruota di distribuire e dissipare le vibrazioni;

  • Larghezza degli pneumatici. Anche pneumatici stretti (19-23 mm) riducono moltissimo la propria capacità di assorbire gli impatti, che si trasmettono così direttamente alle spalle del ciclista, affaticandole.

  • Lunghezza del carro anteriore. La tendenza di molti ciclisti a scegliere telai di taglie piccole è una delel altre cause di insorgenza di problematiche cervicali. Se la distanza tra il movimento centrale e il mozzo è eccessivamente ridotta, il peso del ciclista finirà con il portarsi in avanti, sovraccaricando così le spalle e la muscolatura cervicale.

Puoi sempre rimediare alla cervicalgia, soprattutto ora che sai quali sono le cause principali che portano a questo fastidio che in alcuni casi è una vera e propria croce per il ciclista.

 

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