Il concetto di Potenza Critica

Il critical power rappresenta la più alta potenza sostenibile senza affaticamento e, teoricamente, la massima potenza che un soggetto può sostenere per alcune ore.

 

Marco Compri, tecnico allenatore della Federazione Ciclistica Italiana e responsabile dei progetti di training by Bikevo, ci guida nel mondo del corretto training ciclistico.

 

Il tempo limite per cui è possibile sostenere un certo esercizio a una data intensità (tlim) decresce seguendo una funzione iperbole della potenza erogata, sia durante un esercizio che coinvolga un singolo distretto muscolare (Monod e Scherrer 1965) che durante un esercizio che coinvolga l’intero organismo, come nel ciclismo (Poole et al., 1988).

Il critical power rappresenta dunque la più alta potenza sostenibile senza affaticamento (Monod e Scherrer 1965; Moritani e al 1981) e, teoricamente, la massima potenza che un soggetto può sostenere per alcune ore (Vautier et al.,1995).

In pratica è la potenza asintoto a cui tende la relazione tra potenza e tempo limite.

Moritani et al. (1982) proposero che, nel ciclismo, potenze inferiori al CP (critical power) potevano essere mantenute per lungo tempo senza troppa fatica, mentre potenze superiori al CP generavano un accumulo di lattato e il consumo delle scorte di energia fino all’esaurimento dell’esercizio.

Nonostante alcune critiche inerenti il concetto di critical power, quale per esempio l’applicazione in attività in cui la relazione tra velocità e potenza metabolica non è costante (Di Prampero 1999), esso è stato indicato come parametro indice dello stato di allenamento del soggetto (Reilly,1991).

Il protocollo classico per la determinazione  della potenza critica di un soggetto prevede tre o più prove a diverse percentuali del Vo2max di ogni soggetto, effettuate a intensità costante, preferibilmente su strada in salita o pista, in giorni diversi (dopo adeguato recupero), con adeguata distribuzione dello sforzo e la valutazione del tempo in cui il soggetto riesce a mantenersi costantemente a quella determinata potenza. I tempi di esaurimento vengono poi inseriti nel grafico relazione tra potenza e tempo.

L’asintoto all’iperbole che ne deriva rappresenta la potenza critica del soggetto.

È comunque possibile trasformare l’iperbole in una relazione lineare tra il tempo limite (tlim) e la quantità totale di lavoro fatta durante l’esercizio (lavoro limite, wlim) come segue:

 

wlim= a + (b * tlim)

 

dove ”b” rappresenta la potenza critica (critical power CP, la potenza asintoto all’iperbole relazione tra potenza erogata e tempo di esaurimento) e “a” rappresenta la capacità di lavoro anaerobico (quantità di lavoro che può essere fatta al di sopra del CP, usando il meccanismo anaerobico; Monod and Scherrer 1965; Moritani et al. 1982; Poole et al.1990).

Considerando a= capacità di lavoro anaerobico (AWC), b= critical power (CP) si ottiene:

 

wlim= AWC + (CP * tlim)

 

Il valore di CP ottenuto dalla relazione lavoro/tempo di esaurimento stima la potenza sostenibile per un lungo periodo di tempo ed è correlato con il parametro di soglia anerobica.

La relazione potenza/tempo rappresenta uno strumento di valutazione sia delle caratteristiche individuali sia del livello di forma del soggetto nel corso della stagione agonistica.

Inoltre la relazione potenza o lavoro/tempo è influenzata dal tipo di allenamento effettuato pertanto rappresenta un importante feedback per allenatore ed atleta:

  • osservando la relazione potenza/tempo o lavoro/tempo si possono individuare carenze o perdita di prestazione e quindi intervenire con allenamenti mirati;
  • è possibile stabile se il miglioramento di una  prestazione, su una data distanza, è stata determinata da incremento di AWC o di CP.

Infine, consente di predire la prestazione qualora il modello di gara preveda uno sforzo tendenzialmente costante.

Anche se si può determinare il CP e le potenze o i tempi limite compresi tra gli estremi della relazione lavoro/tempo a partire dai dati estrapolati dai test indoor, i più preferiscono applicare il protocollo classico per individuare la potenza critica ed effettuare tre prove ad esaurimento (le durate delle prove sono comprese tra 30 secondi e 60 minuti) con cui, poi, costruire la relazione di interesse.

Va, però, considerato che, come tutte le prove massimali, specie se protratte nel tempo, possono essere soggetto dipendenti perché altamente logoranti specie se ripetute con regolarità nel tempo.

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