Dieta Gift, le basi.

Per dieta Gift, dove la parola Dieta non significa privazione calorica ma stile di vita, l’obiettivo primario è la salute delle persone e il dimagrimento rappresenta una piacevole conseguenza legata al benessere psicofisico che si ottiene da una alimentazione sana e di segnale.

Dieta gift nasce una quindicina di anni fa grazie al Dottor Luca Speciani con il quale collaboro da qualche tempo.

Per dieta Gift, dove la parola Dieta non significa privazione calorica ma stile di vita, l’obiettivo primario è la salute delle persone e il dimagrimento rappresenta una piacevole conseguenza legata al benessere psicofisico che si ottiene da una alimentazione sana e di segnale.

Il cibo rappresenta il carburante che immettiamo nel nostro corpo per permettergli di svolgere tutte le funzioni principali: vivere, respirare, muoversi, mantenersi in salute e perché no, anche tonico e magro.

Nel 1994 un ricercatore americano Jeffrey Friedman, scoprì che nel nostro tessuto adiposo, vi era una molecola che chiamò leptina, dal greco “leptos” che significa sottile e magro e quando la somministrò a ratti obesi, che ne erano privi, procurò in loro dimagrimenti immediati e rapidi.

Tale scoperta attirò subito l’interesse di molti ricercatori e soprattutto delle case farmaceutiche, alla disperata ricerca di una pillola magica che potesse essere sintetizzata chimicamente, panacea in grado di risolvere il dilagante problema dell’ingrassamento globale, male del secolo.

La leptina è un messaggero metabolicamente attivo il quale, attraverso il nostro torrente circolatorio, ossia attraverso il nostro sangue, avvisa l’ipotalamo dell’abbondanza o carenza di cibo, ecco cosa significa la parola segnale.

Se l’alimentazione è normocalorica, cioè io mangio per quanto consumo ogni giorno allora circola leptina ed essa svolge una duplice funzione perché inibisce la sensazione di fame e accelera il metabolismo andando ad agire sull’ipotalamo, che è la parte più antica del nostro cervello, il regista di tante nostre primarie funzioni vitali quali fame, sete, desiderio sessuale, alternanza sonno veglia, temperatura corporea, attività cardiaca, peristalsi, e tra le funzioni vitali ci sono anche stati emotivi istintivi quali paura rabbia e piacere.

Accade esattamente così perché l’ipotalamo, in presenza di leptina, spegne il senso di fame e stimola la tiroide con un metabolismo attivo e poi attiva altri assi metabolici, quali il surrene con la produzione di cortisolo che ci farà scattanti ed energici, le gonadi con ovaie e testicoli ben funzionanti ed il Gh con muscoli ed ossa ben sviluppati.

Se io mangio a sufficienza, il mio tessuto adiposo è equilibrato, circola leptina ed il mio metabolismo si alza per cui io non aumento a dismisura la massa grassa e non riduco allo stremo il mio muscolo, sono magro, tonico e pieno di energia.

E la leptina non è la sola molecola di segnale prodotta dal nostro organismo ma ve ne sono molte altre che inviano segnali al nostro cervello e dirigono a livello centrale il nostro metabolismo, rendendolo attivo e scattante oppure rallentandolo.

Si è scoperto che molte molecole di segnale si trovano proprio nel nostro tessuto adiposo che è un organo importante e non è soltanto un enorme silos per depositare il grasso all’infinito ma è un attento regista ed è il controllore di tante nostre risposte metaboliche.

Gli esperimenti di Friedmann dimostrarono che la somministrazione di leptina dall’esterno sortiva effetti lipolitici, faceva dimagrire soltanto quei topi che ne erano geneticamente privi e non funzionava per nulla con quelle cavie che, pur producendo l’ormone “della magrezza”, avevano sviluppato una sorta di resistenza, come se fossero sorde e non comprendessero il suo messaggio.

Se per anni ci siamo iperalimentati, abbiamo imparato a difenderci dagli eccessi prolungati di leptina, sviluppando una sorta di resistenza e siamo diventati sordi al suo segnale, che voleva spegnere il senso di fame e abbiamo chiuso i canali comunicativi con l’ipofisi.

Per questo motivo, la persona obesa, pur continuando a mangiare in eccesso, non avverte il senso di sazietà,

Se siamo ancorati invece al concetto che per dimagrire bisogni mangiare di meno e quindi riteniamo la restrizione calorica l’unica soluzione, non facciamo altro che aggravare la situazione poiché l’ipotalamo non ricevendo alcun messaggio volto allo stop del senso di fame manterrà una linea di prudenza tenendo bassi i consumi.

Ecco perché moltissimi atleti, pur trattenendosi sul cibo e distruggendosi con allenamenti lunghi e pesanti non riescono a buttar giù quella fastidiosa pancetta che è difficile da trasportare in salita.

Se circolante, la leptina invia messaggi all’ipotalamo volti a consumare tutto ciò che si è mangiato, assimilando ciò che serve, investendo in muscolo e disperdendo il resto sotto forma di calore, se invece non scorre leptina il messaggio è quello di tiroide lenta, muscolo bloccato a favore di grasso corporeo che è la migliore soluzione in caso di carestia alimentare.

L’obiettivo rimane quello di una alimentazione completa e corretta per favorire un metabolismo attivo anziché lento attraverso una serie di trucchetti che saranno via via illustrati nei prossimi articoli.

 

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