A perdere peso sono capaci tutti! - Prima parte

La primavera è ormai alle porte e insieme ai primi timidi fiori nei prati e alle prime foglie sugli alberi…sfogliamo anche i primi articoli che invitano a prepararci per la bella stagione che sta arrivando.

Non manca molto all’arrivo, su riviste e siti web (altri, non questo) della consueta domanda-incubo: “Sei pronto per la prova costume?”.

Insomma, da qualunque parte ci giriamo troviamo le più disparate ricette e i più articolati consigli per perdere peso. Quale scegliere? Beh, se davvero vi accontentate di perdere peso, la scelta non ha molta importanza. Perché, qualunque sia la dieta ipocalorica (o il pasto sostitutivo) che sceglierete, per immolarvi al sacrificio nei prossimi mesi con l’obiettivo di perdere peso corporeo in vista dell’estate, il risultato ottenuto durerà giusto il tempo della dieta. Appena ricomincerete a mangiare, recupererete tutti i chili persi, magari pure con qualche interesse.

Vi suona familiare? Quante volte avete annunciato al mondo che vi stavate per mettere a dieta (quindi: niente cene fuori, niente inviti a casa, fame perpetua, invidia di tutti quelli che si ostinano ad essere impunemente più magri senza fare sacrifici)? Quante volte, appena smesso il “cilicio calorico”, avete visto vanificare il risultato dei vostri sforzi e vi siete chiesti cosa aveste mai fatto di sbagliato? La risposta è semplice: durante la dieta avete perso peso, ma non grasso. O meglio: la frazione di grasso perso è minima rispetto al resto, poiché durante qualunque dieta ipocalorica la nostra “centralina metabolica”, ossia l’ipotalamo, dà precise istruzioni al nostro corpo per conservare le riserve di grasso in modo da sopravvivere nella condizione di (falsa) carestia che noi stessi ci siamo imposti. In parole povere: non solo il metabolismo generale rallenta (quindi consumiamo poco) ma in particolare vengono trattenuti proprio quei grassi che con tanti sacrifici vorremmo eliminare. Senza contare che, a regime ipocalorico, anche la performance atletica ha tutto da perdere, perché l’ipotalamo, in regime di carestia, non si azzarda ad investire energia per rinforzare il sistema muscolo-scheletrico. In altre parole: la massa muscolare si riduce o fatica a crescere, le ossa e le articolazioni si fanno più fragili e ci ritroviamo più indifesi di fronte al rischio di un infortunio.

E quindi? Quindi bisogna abbandonare una volta per tutte il concetto secondo il quale se si mangia di meno si dimagrisce ed iniziare a capire davvero come funzionano le fini regolamentazioni che portano il nostro corpo a bruciare di più e a perdere davvero grasso e non peso.

Non perdetevi il prossimo articolo, dove vi introdurrò alcuni di questi concetti!

A presto!

 

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